giovedì 20 dicembre 2012

La panchina e la CIGS

 

la panchina

E’ tanto che non mi siedo qui. Si sa, quando le cose pian pianino si sistemano, ci si guarda meno dentro.

Si recupera il tempo che è mancato per fare, per andare, per essere e lo “stare” passa in secondo piano. Ma io starò più attenta a non ricadere nel tranello.

Per chi si chiede cosa sia la C.I.G.S., cliccando sul nome troverete una spiegazione ufficiale, io in breve vi dirò che è una forma di cassa integrazione straordinaria, concessa dopo un determinato iter per aziende in gravissime difficoltà.

Azienda che occupano, anzi occupavano uomini, donne, con bisogni e sogni. Il bisogno di portare a casa uno stipendio ed il sogno di una vita serena, un futuro per i figli, chi un matrimonio, una casa propria.

Ecco, con la CIGS i sogni sono spariti da tempo… I bisogni restano. Ma resta anche un sentimento che io fatico a descrivere ma che ho “letto” negli occhi, nelle parole, negli sguardi, di chi si è seduto nel mio ufficio per la pratica di anticipazione. (Non sto qui a spiegare.. non è importante).

Di chi mi ha raccontato che da GENNAIO ha preso un solo stipendio ed è sempre andato a lavorare. Perchè spera che la società si risollevi, che entrino capitali nuovi, perchè sono 18 anni che ci lavora, perchè “Sa, è leader mondiale nel suo campo questa società!” con orgoglio, perchè naturalmente sarà anche in parte merito suo e dei suoi colleghi se è arrivata a tali livelli.

Di chi mi riporta le parole del “delegato sindacale” come fossero legge (e badate bene che io sono figlia di un sindacalista, non minimizzo il loro ruolo). Di chi si aggrappa a un fascio di moduli ripetitivi e “stupidi” per avere una parte di stipendio pagata dall’INPS.

La crisi oggi era seduta davanti a me… negli occhi lucidi di queste persone. Nel tic nervoso del piede che pesta ritmicamente per terra, nella spavalderia di chi ritiene di sapere cosa devo fare io, (ma questa volta passi…).

Non che anche vicinissimo non ne abbia vitttime… anzi. Ma con le persone che conosci bene è diverso… queste persone per me sono perfetti estranei… ma io sono uscita per la pausa caffè con il groppo in gola.

Io non lo so se andrei a lavorare senza stipendio. Sono sincera.

Ma questi uomini si.

Signori ricordiamoci che anche QUESTA è  l’Italia. Questi sono gli italiani. Si, non tutti sono così, certo. C’è chi ruba, chi pensa solo al proprio profitto calpestando tutti gli altri. Ma io voglio sperare che le cose cambieranno. Cambieranno perchè ci sono persone così, che per provare a salvare la azienda per la quale lavorano vanno a lavorare SENZA STIPENDIO. E che hanno paura persino di non riuscire a prenderla la CIGS.

A loro si bisogna augurare un 2013 senza CIGS, senza licenziamenti e con un’economia in ripresa.

Così che possano tornare i sogni.

14 commenti:

  1. Mamma mia Cri.. come ti capisco.. condivido tutto.. ho guardato l'altra sera Quinta Colonna.. e ho pianto.. a sentire certe storie.. che sono sempre più frequenti.. a tutti i "livelli".. avevo la morte nel cuore.. e ho detto a Fernando.. non lamentiamoci.. c'è qualcuno che sta peggio.. molto peggio..
    Speriamo che l'anno nuovo porti qualcosa di buono per tutti!

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  2. Purtroppo incontro gente in cig, cigs, mobilità tutti i giorni.. è un momento davvero difficilissimo...Speriamo che il nuovo anno porti momenti migliori!
    Clelia

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  3. orgogliosa di queste persone, delle quali non si parla mai abbastanza. Tiremm innanz, e speriamo che sia un anno migliore! bellissimo post.

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  4. claudia caprara21 dicembre 2012 10:26

    persone coraggiose e che sono sicuramente un esempio da seguire, grazie per aver condiviso
    mio marito è in una situazione simile, sono mesi difficili....

    ClaudiaC

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  5. Ciao Cristina , le tue parole sono proprio vere . Mio fratello ed io gestiamo l'azienda della nostra famiglia ormai da molti anni , da quando il nostro carissimo papà se n'è andato ♥ . Abbiamo dipendenti in CIGD dal mese di febbraio ... eppure anche loro , come noi , credono nella nostra azienda , credono nelle nostre e loro forze e nei nostri e loro sogni e bisogni . Speriamo tutti in un anno nuovo senza cassa ... un anno migliore ... che non faccia piu paura a nessuno . Anche per noi e difficile decidere chi lasciare a casa e per quanto tempo , sono tutte persone in gamba ed affidabili che lavorano con noi da anni . Anche noi fatichiamo a trovare i soldi per gli stipendi , per le tasse , per gli acconti ... ma noi continuiamo a sperare ...
    Con affetto ti auguro un sereno Natale .

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    1. E io a voi Raffaela, un 2013 diverso, migliore.

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  6. Eccomi qua, una rappresentante della categoria GICS: in cassa da un anno e mezzo, con licenziamento già firmato e mobilità alle porte.
    Mi sono ritrovata nel tuo post,con tutte le difficoltà, le delusioni, i progetti e le speranze tradite.
    Mi auguro, ed auguro a tutti, che il futuro sia migliore e ci riporti la serenità indispensabile per vivere dignitosamente.
    Grazie Crì per essere passata, lo sai che mi fa sempre un gran piacere risentirti.
    Tanti auguri a te ed alla tua famiglia, con un abbracio

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    1. E tu lo sai che io ti aspetto sempre. E passo a trovarti! un bacione Daniela

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  7. ... e poi il TG parla dei regali di natale e fa il servizio in montenapoleone intervistando degli spocchiosi odiosi chiedendo se non sentissero la crisi... ma porca paletta se vai in quelle vie a fare le interviste chi vorrai mai incontrare? Vai al centro commerciale sotto casa mia, o al mercato.
    Grazie per questa condivisione che ho apprezzato tanto!

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    1. Mi sono trattenuta Sandra... basta aprire un canale qualsiasi e vedere certe pubblicità ignobili.. o certi giornali e gli articoli che presentano. Mi sono proprio fermata al "personale". un bacione

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  8. Quanta lucida amarezza emerge dalle tue parole, quanta dignità da sbattere in prima pagina.Confido sempre che la parte migliore di questo paese possa essere in grado di riportare la capacità di sognare nelle nostre vite...

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  9. io non sono in GICS ... sono disoccupata.... senza alcuno sbocco almeno nel mio lavoro..... il turismo. Per cui spero, incrocio le dita di mani e piedi, gambe e braccia e spero in un prossimo 2013.......... ma sono un po' amareggiata e delusa.... ogni anno speri ed ogni anno ci sono della mazzate peggiori............... ma si sa, la speranza è l'ultima a morire per cui... andiamo avanti! E tanti auguri a tutti coloro che non stanno perdendo la speranza e che vogliono andare avanti... e a tutti gli altri! Giuly

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    1. Tu non la perdi la speranza. Non ti sarà permesso. E le cose cambieranno in meglio.

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    2. Altrimenti ti puoi sempre trasferire a casa di tua sorella, nella sua magnifica scrap-taverna :-)

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Chi passa di qui scrive...(purtroppo ho dovuto togliere la possibilità per gli anonimi a causa di troppo spam...)